Testo:
- Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio.
- Come è scritto nel profeta Isaia:
“Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te,
egli ti preparerà la strada.”
- Voce di uno che grida nel deserto:
“Preparate la strada del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri.”
- Si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
- Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
- Giovanni era vestito di pelli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico.
- Egli predicava: “Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non sono degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali.
- E io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo.”
Riflessione esegetica e teologica
Il Principio del Lieto Annuncio
Il versetto 1 indica che questo è il principio, la sintesi del messaggio di Gesù Cristo che viene annunciato fin dall’inizio come figlio di Dio e come Cristo, ovvero messia. “Vangelo” è la parola greca il cui significato originario è “lieto annuncio”. Pertanto, il primo versetto suonerebbe così: “Principio del lieto annuncio di Gesù il Cristo, il figlio di Dio”.
l Figlio di Dio e il Messia Annunciato dai Profeti
Il figlio di Dio, il Messia annunciato dai Profeti, è il principio di questo lieto annuncio di Gesù Cristo. “come e’ scritto nel profeta Isaia” e qui cominciano le due citazioni di Malachia (3,1) e Isaia (40,3). Il contesto delle due citazioni è il giudizio di Dio, che annienterà e schiaccerà con violenza ogni ingiustizia sulla terra, ovvero il giorno del Signore che brucerà e sconvolgerà tutto senza possibilità di scampo. È la nuova creazione, è la liberazione del popolo salvato dal Signore per il quale finalmente è terminata l’oppressione.
Dunque il gioioso annuncio é il Figlio di Dio: Gesù, il Cristo atteso per la distruzione dell’ingiustizia e la liberazione degli oppressi che ricreerà cieli nuovi e terra nuova.
L’Esodo verso il Deserto
Ma la liberazione che qui viene annunciata come imminente dal nuovo profeta, più che profeta (Mt …), è un esodo di una massa di persone da tutta la regione della Giudea e, addirittura nello specifico tutti gli abitanti di Gerusalemme, la città del tempio, dove con una tortora o con l’agnello potevano essere perdonati i peccati. Uscivano dalla città di Gerusalemme ed da Israele stesso per incontrarlo lì nel deserto, dove Giovanni predicava un battesimo di conversione, di riorientamento della propria mentalità, di cambiamento globale dell’atteggiamento interiore e dunque di un cambiamento di condotta e di rotta. L’esodo, il cammino di liberazione, adesso è invertito: non più dall’Egitto o da Babilonia verso Israele attraverso il deserto, ma da Israele verso il deserto inteso come luogo del fidanzamento, come diceva Osea (Os 2, 16)
La Predicazione di Giovanni Battista
La predicazione del Battista, che è di conversione al fine di ottenere il perdono dei peccati, include l’annuncio del Messia, ovvero di quello che viene subito dopo di lui e che è più forte e che battezzerà con lo Spirito Santo. È il Messia, il Liberatore, è il Signore che fidanza il suo popolo nel deserto, è il Messia che converte e con la conversione perdona il peccato uscendo da tutti gli schemi religiosi, da tutti gli schemi umani di giustizia, applicando l’Amore di Dio, la misericordia, come principio di giustizia.
Richiesta di Conversione e Fede
L’annuncio di gioia di Gesù il Cristo, il figlio di Dio, richiede dunque come principio la capacità di uscire da se stessi, dalle proprie convinzioni, dalle proprie radicate abitudini, di uscire anche da una comprensione puramente intellettuale del Vangelo, di affidarsi all’annunciatore, a chi annuncia la conversione ed al Messia. Il lieto annuncio esige la fede e produce la sequela di Gesù che rompe i preconcetti umani e conduce al sacrificio e all’offerta della propria vita.
Gesù come Emmanuele
Ma Gesù non è soltanto un uomo, non è soltanto il Liberatore, il Messia inviato da Dio, ma è il figlio di Dio, e Dio e’ Liberatore, e Dio stesso è l’emmanuele, il Dio con noi. Non il dio tre volte santo, il totalmente altro, ma un Dio che è presente, e’ qui in mezzo a noi. Il Battista, il predicatore, la Chiesa, ci indicano, come Gesù stesso dirà: “Il regno è vicino”, ed il Regno e’ Gesù. Questo regno di Dio sulla terra lo dobbiamo riconoscere nella nostra storia, nella nostra società, nella nostra chiesa. È un Dio nascosto nel prossimo che ci spiega le scritture verso Emmaus, ma è un Dio con noi, un Dio che si è fatto uomo e che, nel battesimo in Spirito Santo, entra dentro ognuno di noi battezzati, creando un’unità non solo tra Dio e l’uomo, ma tra Gesù e tutti gli uomini, e in tutti i battezzati con Dio.
La nostra personale storia di liberazione
Nella storia di Israele, innumerevoli profeti hanno indicato da lontano l’arrivo di Gesù, del Messia, del Liberatore che dobbiamo aspettare. Ma anche nella nostra storia personale, nella nostra storia di popolo, possiamo andare a ritrovare gli annunciatori, gli evangelizzatori, i santi, coloro che ci indicano nella nostra vita, nella nostra società, la strada per la liberazione, ovvero lo stare insieme dalla parte dei poveri, dei peccatori, dei deboli, degli oppressi; ovvero l’amore di Dio, ovvero Gesù. La predicazione della chiesa, degli innumerevoli uomini e donne che in un modo o nell’altro ci hanno indicato Gesù come Liberatore, ci invitano a guardare, a cercare perché è vicino, e presto si manifesterà ancora una volta nella nostra vita.
Riflessione Personale
Gesù il mio liberatore, mi e’ stato annunciato, l’ho incontrato, l’ho amato, mi ha guarito, mi ha salvato.
Io non sono stato fedele, mi sono prostituito con i miei idoli, mi sono allontanato.
Ho ancora bisogno di uscire da Gerusalemme e dalla sua sacralita’, dagli schemi di religioni e prassi e liturgie. Ho bisogno di fuggire dal tran tran della mia vita dai mille rivoli, impegni, madri, figlie, lavoro, persino fidanzata. Ho bisogno del silenzio di un luogo deserto, ho bisogno di una voce che grida nel deserto. Ho bisogno di sentire ancora la sua presenza, il suo amore che guarisce le ferite del mio spirito. Le ferite che mi sono inflitto, le ferite che mi hanno inflitto.
Preghiera
Ho bisogno di te o Padre,
ho bisogno che questa notte, in questa mia preghiera nel silenzio della mia stanza, eremo e cella tu mi parli, ti invoco o Padre. Sono qui. Manda il tuo Figlio, manda il tuo Spirito. ho bisogno di parlarti, ho bisogno di abbracciarti Padre che sconosciuto mi guidi, tu invisibile ai miei occhi mi accompagni perché sono cieco. Manda il tuo Figlio perché lo incontri, il tuo Spirito perché mi converta, ed insieme mi conducano in Te, nel tuo abbraccio. Fammi perdere insoluto nel tuo Amore, nel vortice del tuo abbraccio. Riplasma il mio corpo, alimenta con il tuo Soffio il mio spirito. Sradica il mio egoismo, rompi la pietra del mio cuore e dammene uno nuovo, di carne. Rendimi capace di amare la mia vita, mia madre, Sophia, Gaia, i miei alunni. Infine fammi riattraversare il Giordano dopo questi 40 secondi di pace.
Amen

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